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e alle professioni del terzo settore.
23 June 2026L’osservatorio Alberoni si apre come un ponte tra la città e il cielo: dietro le mura storiche del Collegio, operatori e volontari trasformano la curiosità astronomica in occasione di partecipazione pubblica, formazione e incontro per la comunità locale. In questa visita raccontata dalla redazione del Civico 11 emerge non solo la meraviglia delle stelle, ma anche il valore sociale di spazi culturali accessibili che favoriscono inclusione, educazione e relazioni tra generazioni, temi centrali per chi si occupa di lavoro sociale a Piacenza.
Riportiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato da GoodMorning Piacenza, che racconta la visita della redazione del Civico 11 all’Osservatorio Alberoni. Un luogo che non è solo un punto di osservazione sul cielo, ma anche uno spazio di cultura, conoscenza e partecipazione, capace di avvicinare persone diverse e di valorizzare il patrimonio della città come occasione di incontro e crescita condivisa.
“Per arrampicarsi fino all’Osservatorio Astronomico del Collegio Alberoni, nella parte superiore del tetto del grande edificio che ospita il seminario, bisogna affrontare un certo un numero di scalini. La Redazione del Civico 11 tuttavia non si è fatta scoraggiare: condotti dalla sapiente guida di Maria Rosa Pezza, i redattori hanno sfidato la fatica e anche il gran caldo di questi giorni per conquistare l’avamposto con il cielo.
Una visita “affascinante”, come la definisce Sara, che ci ha permesso non solo di scoprire alcuni dei segreti scientifici custoditi nell’immenso complesso voluto dal Cardinale Alberoni, ma anche di conoscere da vicino come si misurano i fenomeni del meteo: ad esempio come si guarda il fluire impercettibile delle nuvole, come si controlla il lento movimento delle costellazioni celesti.
Per questo alla redazione si è unito eccezionalmente anche Stefano Cavanna, esperto e appassionato di meteorologia, che per l’occasione ha realizzato da un posto d’eccezione, il balcone dell’Osservatorio, una delle sue previsioni video che ogni settimana vengono pubblicate sulla pagina Instagram di PiacenzaSera.it”
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12 December 2025Il colloquio non è solo un momento in cui la cooperativa valuta il candidato, ma anche una fase di valutazione reciproca.Chi cerca lavoro ha il diritto (e il dovere) di fare domande per capire meglio l’ambiente, le possibilità di crescita e la cultura del luogo di lavoro.
Ecco alcune domande utili da porre durante il colloquio di lavoro in una cooperativa sociale. Un consiglio: fatele nella fase finale del colloquio, quando vi viene chiesto se avete dubbi o curiosità.
1. Quali sono i progetti di cui andate più orgogliosi? E perché?
Una domanda che aiuta a capire quali attività sono ritenute più significative, cosa viene valorizzato internamente e qual è l’identità culturale della cooperativa.
2. Esistono possibilità future di essere spostati su altri servizi? Ci sono educatori che lo hanno fatto?
Serve per comprendere se è prevista mobilità interna e come viene gestita. Chiedere se altri educatori hanno cambiato servizio nel tempo aiuta a verificare se esistono reali possibilità di crescita o adattamento.
3. È possibile diventare coordinatore o responsabile di progetto? Cosa deve succedere perché questo accada?
Una domanda utile per testare la presenza di percorsi di crescita reale.Chiedere cosa deve succedere dimostra ambizione, ma anche orientamento concreto agli obiettivi e alla responsabilità.
4. Quali sono i vostri piani per il futuro? Ci sono nuovi servizi o bandi a cui volete partecipare?
Utile per comprendere la visione strategica della cooperativa, la sua stabilità e progettualità.Una realtà che investe nel futuro tende a offrire anche maggiori opportunità ai suoi collaboratori.
Ricorda: è giusto fare domande e cercare chiarezza, ma è importante che siano coerenti con il contesto del lavoro per cui ti candidi. Mostrare interesse sincero, consapevolezza del settore e rispetto per il ruolo è il modo migliore per farsi notare positivamente. Non avere timore di fare domande: mostrano che sei davvero interessato, che hai pensato al tuo futuro e che vuoi scegliere con attenzione. Anche nel mondo delle cooperative, scegliere il lavoro giusto inizia da un colloquio fatto bene.
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12 December 2025Ci sono alcune domande e comportamenti che le aziende e le cooperative sociali non possono assolutamente fare durante un colloquio di selezione.
Durante una selezione, una cooperativa non può discriminare per età, genere, religione o orientamento sessuale.Sono tutti criteri espressamente vietati dalla legge.
Inoltre, non possono essere poste domande personali che esulano dall’ambito lavorativo.Non è lecito, ad esempio, chiederti informazioni sulla tua situazione familiare o sui tuoi progetti futuri legati alla famiglia o alla genitorialità.
Durante il colloquio, un datore di lavoro non può chiederti quale sia il tuo stipendio attuale o passato.Al contrario, ha il dovere di offrirti informazioni chiare e trasparenti sulla retribuzione prevista per la posizione proposta.
Infine, è importante sapere che una cooperativa non può in alcun modo contattare il tuo attuale datore di lavoro senza il tuo consenso (è molto grave dal punto di vista legale!)La scelta di comunicare che stai cercando un nuovo lavoro spetta solo a te e dovresti farlo solo quando hai firmato una proposta o un impegno all’assunzione, che ti garantisca tutele concrete.
Anche nel lavoro sociale un colloquio deve essere prima di tutto uno spazio di rispetto reciproco.
Conoscere i tuoi diritti come candidato ti aiuta a capire anche se un luogo di lavoro fa per te perché il modo in cui vieni accolto oggi dice molto su come sarai trattato domani.
È anche importante dimostrare aspettative realistiche e coerenti con il contesto del lavoro sociale.Richiedere retribuzioni troppo alte per il mondo del lavoro sociale italiano e pretendere ruoli non coerenti con l’esperienza e le competenze maturate dimostra solo una scarsa conoscenza del settore. [...]
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13 May 2025E perché conoscerlo può aiutarti ad orientarti nel mercato.
Quali sono le organizzazioni, le cooperative o le aziende per cui ti piacerebbe lavorare?Questa è la domanda centrale per capire quanto ti influenza l’employer branding.Ma sai cos’è davvero l’employer branding?
L’employer branding è il modo in cui un’azienda viene percepita come luogo di lavoro. Nel mondo del lavoro se ne parla sempre più spesso, ma ancora troppo poco nel mondo del non profit e delle cooperative sociali. Il concetto è diventato centrale soprattutto da quando il lavoro è cambiato in modo evidente. Prima, a causa dell’accelerazione dell’innovazione tecnologica, che ha creato un forte divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato. In particolare nei settori informatico, ingegneristico e tecnologico, molte aziende hanno iniziato a investire sull’employer branding per ingaggiare e assumere professionisti che oggi possono permettersi di scegliere tra più offerte di lavoro.
Poi è arrivata la pandemia, che ha cambiato profondamente (o forse solo accelerato) il modo in cui le persone valutano il lavoro.Oggi si dà più importanza al benessere personale e al tempo libero, e si è meno disposti a sacrificarli per un’azienda.Infine, ha avuto un impatto anche l’ingresso nel mondo del lavoro della Generazione Z. Una generazione con aspettative diverse, un nuovo modo di comunicare, e un approccio più diretto anche nei confronti delle organizzazioni.
Il risultato? Le aziende e le cooperative non riescono più solo con “stipendio e contratto” ad attrarre e trattenere le persone.Per questo hanno iniziato a ripensare il loro rapporto con i dipendenti, e soprattutto la percezione che trasmettono come luogo di lavoro.
Ecco che torna l’employer branding. Il modo in cui una cooperativa viene percepita come luogo di lavoro dipende da diversi fattori:
dai fatti concreti, ovvero da quanto realmente valorizza e soddisfa le persone che ci lavorano;
da come comunica (internamente ed esternamente) ciò che fa come datore di lavoro – perché non si può non comunicare!
e dalla coerenza tra ciò che fa e ciò che racconta.
Se lavori nel sociale o stai cercando lavoro in una cooperativa, è importante considerare che l’employer branding riguarda anche te: significa trovare un luogo coerente con i tuoi valori, che sappia valorizzarti davvero.Perché scegliere dove lavorare è anche scegliere con chi crescere e il colloquio è un processo di selezione reciproco. [...]
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